L’ultima araba fenice

I militari golpisti che il 21 aprile 1967 sovvertirono l’ordine democratico in Grecia avevano come simbolo l’araba fenice: confesso che non ho mai compreso veramente il perché. Questo simbolo rappresentò un regime militare (detto “Regime dei colonnelli” perché ideato e condotto da ufficiali che perlopiù portavano quel grado) che per ben 7 anni oppresse il popolo greco.

Ieri 8 ottobre è morto (alla veneranda età di 103 anni) il Generale  Stylianos Pattakos, l’ultimo protagonista di quel drammatico periodo della storia greca, culminato nel 1974 con la crisi di Cipro che portò a quella divisione dell’isola che ancora sussiste. Il fallimento dell’occupazione di Cipro (e il conseguente conflitto armato che si sfiorò con la Turchia) portò alla caduta del regime e al ritorno della democrazia in Grecia.

Pattakos venne processato per alto tradimento (capo d’imputazione più che appropriato per militari che attentano alla Costituzione) insieme agli altri ufficiali golpisti e condannato a morte (pena successivamente commutata in ergastolo). Liberato per motivi di salute nel 1990, si era ritirato a vita privata.

Scrivendo questo post, non posso non pensare ad un altro militare greco che in quei frangenti terribili si comportò, tra gli altri, con coraggio e determinazione a difesa della libertà: il giovane Tenente Alexandros “Alekos” Panagulis (1939-1976). Per la sua opposizione estrema al regime (progettò anche un -fallito- attentato al capo della giunta militare Colonnello George Papadopoulos) patì un carcere durissimo.

Raffrontando le due figure, non ho dubbi su chi additare a positivo esempio per i lettori di questo Blog perché sono convinto che i soldati sono sempre al servizio della libertà dei cittadini che servono e mai diversamente.

Annunci

Un paradosso della storia

Recentemente riflettevo su un fatto legato alla storia tra Italia e Grecia: una paradossale riconoscenza che dobbiamo ai greci per averci mostrato (con una drammatica e sanguinosa sconfitta militare) il volto peggiore della retorica militare del fascismo, alla fine basata sulla menzogna (per nascondere la nostra impreparazione alla guerra, sopratutto dal punto di vista materiale) e costata migliaia di giovani vite italiane (e non solo). La nostra “Migliore gioventù” sacrificata per attaccare il 28 ottobre 1940 un Paese amico che nulla aveva fatto contro di noi e che anzi guardava all’Italia con tradizionale simpatia.

I soldati greci, oggi alleati dell’Italia libera e democratica nell’Unione Europea e nella NATO, seppero difendere con coraggio e con ostinazione (pari solo al valoroso sacrificio delle nostre truppe mal equipaggiate e ancor peggio condotte) la propria Patria contro una tragica ed inutile “Guerra parallela” fascista (costata all’Italia, solo in Grecia, 20.000 tra morti e dispersi, 50.874 feriti e 64.476 tra congelati e ammalati – fonte: Mario Montanari, La campagna di Grecia, 4 volumi, Ufficio storico dello Stato Maggiore dell’esercito, Roma -1980) che sarebbe divenuta, poco dopo la disastrosa campagna di Grecia 1940 – 1941, l’umiliante “Guerra subalterna” nei confronti dell’alleato nazista sui campi di battaglia del Nordafrica e della Russia. Questo (ancora oggi) doloroso percorso ebbe peró come positiva conseguenza il fatto che gli italiani aprirono finalmente gli occhi sul fascismo; una presa di coscienza che favorirà la caduta del regime fascista il 25 luglio 1943. Con il disastroso fallimento della campagna di Grecia prese avvio l’antifascismo di massa del popolo italiano.

La memoria degli errori del passato ci aiuti sempre a costruire un futuro migliore per tutti, basato sulla verità e sulla giustizia.

Il coraggio della libertà

Nel vedere le immagini terribili dei pensionati greci in coda davanti alle banche per ritirare la pensione in questi giorni così tumultuosi per la Grecia, ho pensato che uno di questi avrebbe potuto essere (se non fosse deceduto un paio di anni fà) l’ammiraglio Nikolaos Pappas (1930- 2013) che, con il grado di capitano di fregata nel maggio 1973, promosse e guidò l’ammutinamento dell’equipaggio del Cacciatorpediniere Velos di fronte alle coste di Fiumicino in Italia.

Il capitano Pappas, con questo gesto che ebbe una grande eco internazionale, intendeva dimostrare contro la dittatura dei colonnelli che dall’aprile 1967 governava duramente la Grecia.

Pappas, 6 ufficiali e 25 sottufficiali del Velos chiesero asilo politico in Italia (che venne loro prontamente accordato) ma vennero condannati in Grecia per alto tradimento (la più infamante accusa per un militare), degradati e privati della cittadinanza.

Tutti gli ammutinati del Velos (oggi Nave museo ancorata nel Golfo di Faliro vicino Atene) vennero reintegrati nel grado e nelle funzioni alla caduta del regime militare nel luglio 1974 e sono considerati, giustamente, degli eroi della libertà che salvarono, con il loro coraggio, la dignità e l’onore delle Forze Armate greche in quei tempi cupi.

Chissà quanti di tali eroi erano in questi difficili giorni in fila per ritirare la pensione davanti alle banche greche chiuse…

Forze Armate dell’Unione Europea – Grecia

Le Forze Armate greche si compongono di esercito (73.300 soldati), marina (16.100 marinai) e aeronautica (21.300 aviatori), a cui si aggiungono 9.000 dipendenti civili della Difesa. Provengono dall’esercito i celeberrimi Euzoni, nati come soldati di fanteria di montagna e oggi Guardie del Presidente della Repubblica Ellenica, Capo supremo delle Forze Armate. In Grecia vige il servizio di leva obbligatorio per tutti i cittadini di sesso maschile mentre le donne possono svolgere il servizio militare volontario, senza alcuna restrizione.

La Grecia dispone di 170 carri armati, 200 aerei da combattimento, 9 sottomarini e 12 fregate. A causa della persistente crisi economica, il Budget della Difesa è in costante diminuzione (dal 2010 è stato ridotto del 50% circa) e per il 2014 è di 3,1 miliardi di euro.

Nonostante le difficoltà economiche, la Grecia partecipa a molte operazioni/missioni internazionali. Soldati greci fanno parte dell’EU Training Mission in Mali e  l’European Joint Headquarters di Larissa ospita il comando dell’Operazione EUFOR RCA nella Repubblica Centrafricana. Contingenti greci operano anche nell’ ambito delle missioni NATO in Afghanistan e in Kosovo. Una guarnigione di circa 2.500 soldati greci è stazionata sull’isola di Cipro e collabora con la Guardia nazionale cipriota. Navi da guerra greche, infine, fanno parte della Missione navale dell’Unione Europea Atalanta nel Corno d’Africa.