La lezione per il futuro

Nel 1925 venne data alle stampe la traduzione (a cura del Generale Ambrogio Bollati) del libro “La guerra dell’avvenire” (Vom Kriege der Zukunft) del Generale tedesco Friedrich von Bernhardi (1849 – 1930).

Importante teorico militare e prolifico scrittore nel periodo precedente la Grande Guerra, von Bernhardi aveva combattuto valorosamente nel primo conflitto mondiale e voleva offrirne testimonianza (anche per le generazioni future) perchè quella terribile esperienza non andasse persa.

Era convinto che la Germania del dopoguerra, “impoverita e sconquassata” come lui stesso scrive, non avrebbe mai più in futuro potuto combattere una guerra come la precedente e ne spiegava le ragioni. Auspicava poi un periodo di pace, facendo però trasparire, date le circostanze dell’epoca, di crederci poco anche lui.

Il valore dell’opera è nell’analisi (fatta “a caldo” e da un protagonista) delle lezioni di quella prima sconvolgente guerra: gli elementi costitutivi della guerra moderna (guerra di massa e fondata sulla tecnologia), la tattica dei vari corpi (fanteria, cavalleria ecc.), l’attacco, la difesa e l’iniziativa, i concetti fondamentali dell’offensiva, le sorgenti della forza, l’influenza della politica e della situazione economica, la ripartizione delle truppe e il combattimento (che von Bernhardi chiama “lotta”).

Ahimè tutto ciò servì (come si desume dal significativo titolo dell’opera) a preparare teoricamente il secondo e ancor più terribile conflitto.

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