La prima volta

La Legge n. 382 dell’11 luglio 1978 intitolata Norme di principio sulla disciplina militare stabiliva all’articolo 1, tra i compiti delle Forze Armate, il concorso dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica nella salvaguardia delle libere istituzioni.

Questa previsione normativa discendeva dai tragici fatti del sequestro dello statista Aldo Moro (16 marzo – 9 maggio 1978) e l’uccisione della sua scorta (i carabinieri Oreste Leonardi e Domenico Ricci nonchè le Guardie di Pubblica Sicurezza Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi) da parte delle Brigate Rosse.

Durante il sequestro infatti, per la prima volta nella storia repubblicana, l’ Esercito venne impiegato per ragioni di ordine pubblico.

Seimila soldati, perlopiù appartenenti alla Brigata Granatieri di Sardegna, vennero impiegati per il controllo e il presidio del territorio sulla base di una norma che consentiva eccezionalmente all’autorità giudiziaria di richiedere l’intervento della Forza Armata.

L’eccezionalità di quel tempo è oggi divenuta, grazie a tale drammatica esperienza, una possibilità contemplata dalle norme (Decreto legislativo 15 marzo n. 66 Codice dell’ordinamento militare e Decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010 n. 90 Testo unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare) che disciplinano il normale impiego dell’Esercito, per l’appunto attualmente impegnato su tutto il territorio nazionale con l’Operazione di ordine pubblico Strade Sicure per garantire la sicurezza di tutti i cittadini.

Non omnis moriar

Il 16 marzo 1978, un commando di terroristi delle Brigate Rosse, con un agguato eseguito secondo canoni militari di pianificazione ed esecuzione (nome in codice Operazione Fritz), annientò la scorta  e sequestrò il presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro (poi ucciso il successivo 9 maggio).

Ero allora sulla soglia dell’adolescenza e ricordo con nettezza tutta la vicenda. In particolare, in questi anni, ho sempre avuto memoria dei caduti di quel giorno che oggi voglio ricordare:

Maresciallo dei carabinieri Oreste Leonardi

Guardia di pubblica sicurezza Raffaele Iozzino

Guardia di pubblica sicurezza Giulio Rivera

 Vicebrigadiere delle guardie di pubblica sicurezza Francesco Zizzi

Appuntato dei  carabinieri Domenico Ricci

Erano militari (il Corpo delle guardie di pubblica sicurezza divenne l’attuale Polizia di Stato con legge n. 121 del 1981),  servitori dello Stato nel senso più alto dell’espressione e il loro sacrifico, come quello di altre centinaia di vittime di quel terribile periodo della storia d’Italia, non va mai dimenticato.

Anche nel loro nome, lo Stato e gli italiani seppero reagire, sconfiggendo una delle minaccie più pericolose per la nostra democrazia e libertà.

La loro morte non fu vana e la loro tragica storia appartiene a tutti noi.