Il teorema di Foscolo

Ugo Foscolo fu notoriamente un grande ammiratore e studioso di Raimondo Montecuccoli.

In particolare, ne commentò sagacemente gli Aforismi Militari, commenti che vennero ripresi dalla prima e principale opera divulgativa del pensiero strategico montecuccoliano: Opere di Raimondo Montecuccoli (annotate da Ugo Foscolo e corrette, accresciute ed illustrate da Giuseppe Grassi), Torino, 1821.

Da questa prezioso libro (dato il successo delle precedenti edizioni, riedito nel 1852 in edizione economica) traggo questo illuminante commento del Foscolo:

Le virtù cittadine producono le virtù guerriere, e le guerriere mantengono gli stati; ma dalle costituzioni degli stati, e più dalle virtù de’ governi dipendono le virtù cittadine: diversamente le vittorie nascono dal fanatismo, o dal genio d’un uomo solo, e i loro frutti muoiono nella seconda generazione.

Un teorema (costituzionale) che la storia ha confermato più volte nella sua validità.

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Il riposo dello spirito guerriero

Il mondo conosce giustamente Firenze per la sua insuperabile bellezza ma pochi sanno che la Città del Fiore conserva preziose tracce della storia militare nazionale.

Tra queste, quella per me più significativa é il monumento funebre dedicato a Ugo Foscolo, posto nella Basilica di Santa Croce e realizzato nel 1939 dallo scultore fiorentino Antonio Berti (1904 – 1990), lo stesso autore del celebre gruppo scultoreo “Carabinieri nella tormenta” del 1973, la cui replica troneggia dal 2014 (bicentenario di fondazione dell’Arma benemerita) nei giardini del Quirinale a Roma.

Ugo Foscolo é indubbiamente uno dei più grandi poeti italiani nonché guerriero della libertà italiana; per chi scrive peró é anzitutto un capitano di fanteria dell’esercito del Regno d’Italia (1805 – 1814), studioso e divulgatore del pensiero strategico di Raimondo Montecuccoli.

Foscolo, arruolatosi prima nelle formazioni militari della Repubblica Cisalpina e poi in quelle della Repubblica Cispadana, combatté diverse battaglie durante la sua vita rimanendo anche ferito. L’ultima sua operazione militare (alla quale partecipó come ufficiale responsabile degli approvvigionamenti) fu il tentativo d’invasione dell’Inghilterra da parte delle truppe napoleoniche nel 1806. Nel 1808 Foscolo abbandonó per sempre la vita delle armi per dedicarsi esclusivamente alle composizioni letterarie, per le grandezze delle quali oggi riposa onorato in Santa Croce.

Romanticismo militare

Quanti sanno che uno dei primi studiosi e divulgatori italiani dell’opera e del pensiero di Raimondo Montecuccoli fu l’allora capitano dell’esercito del Regno italico Ugo Foscolo (1778 – 1827). Esponente del primo romanticismo in Italia, la lettura della biografia e delle opere del Foscolo porta alla riflessione di come questo movimento culturale europeo, nato in Germania alla fine del XVIII° secolo, non investì solo la musica, la filosofia e la pittura ma anche la strategia, come componente della scienza politica.

Ugo Foscolo studiò e divulgò il pensiero strategico di Montecuccoli mentre Carl von Clausewitz (1780 – 1831) concepiva e scriveva l’insuperato capolavoro di strategia Vom Kriege (Della Guerra), sicuramente opera speculativa oltre che trattato di arte militare. Non era forse lo stesso Clausewitz che affermava come il pensiero fosse di per sé arte?

E i riformatori militari prussiani (Scharnhorst, Gneisenau, Boyen, Grolman e Clausewitz) non furono anch’essi pervasi da quelle idee romantiche apprese dalla cultura del tempo? Non si può studiare questi personaggi senza pensare che il loro contemporaneo Beethoven (1770 – 1827), in quei stessi tempi, componeva ed eseguiva opere di maestosa grandezza.

Esiste dunque un Romanticismo militare? Ai lettori di questo Blog l’ardua sentenza!