Il benemerito

All’ingresso del meraviglioso Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo a Roma, si trova una lapide che ricorda il Generale Mariano Borgatti (1853 – 1933).

Al Generale Borgatti, ufficiale del Genio militare di grande esperienza militare e professionale, di deve la trasformazione di Castel Sant’Angelo da caserma militare a museo.

Uomo di profonda cultura e non comune intraprendenza, fondò il 13 febbraio 1906, all’interno del Castello restaurato e per la prima volta aperto al pubblico, il Museo dell’Ingegneria militare italiana, confluito nel 1934 nell’Istituto storico e di cultura dell’Arma del Genio, tuttora esistente nella sua monumentale sede sul Lungotevere della Vittoria a Roma.

Direttore del Museo fino al 1914, il Generale Borgatti (in congedo dal 1911) venne richiamato in servizio nel 1915 come comandante territoriale del Genio a Verona e, nel 1917, come Ispettore del Genio al comando territoriale di Roma.

Congedato definitivamente nel 1918, ridivenne Direttore del Museo dell’Ingegneria militare italiana fino alla morte.

Il Generale Borgatti scrisse anche una monumentale “Storia dell’Arma del Genio dalle origini al 1914”, opera ancora oggi fondante per i cultori della materia.

Un vibrante museo

Il museo della Terza Armata di Padova (è sito nello splendido Palazzo Camerini -via Altinate 59) raccoglie ed espone i cimeli della Grande Unità comandata dal principe Emanuele Filiberto di Savoia Duca d’Aosta (1869 -1931) durante la Prima Guerra Mondiale.

La Terza Armata (detta “Invitta” perchè non conobbe sconfitta) combattè la Grande Guerra lungo il fronte del Carso e tra le sue file annoverò Reparti prestigiosi (come il 78° Reggimento di Fanteria “Lupi di Toscana”) e personaggi illustri: Sandro Pertini, Angelo Roncalli (futuro Papa Giovanni XXXIII°), Gabriele D’Annunzio e molti altri ancora.

Il museo venne costituito nel 1956 e conserva la memoria della durezza tragica della Grande Guerra, combattuta dai soldati italiani con coraggio ma anche con immensi sacrifici (ad onor del vero, pari a quelli della controparte austroungarica, con l’aggravante per quest’ultima della grave penuria alimentare). Armi, uniformi, mappe, documenti (importantissima è la collezione dell’intera edizione de “La Tradotta” giornale di trincea della Terza Armata), fanno di questo museo militare, gestito dall’esercito italiano, un prezioso e vibrante strumento culturale a disposizioni di tutti coloro che vogliono conoscere e riflettere sulla tragedia della guerra.

Una buona notizia

Il Ministero della Difesa e quello dei Beni  e delle Attività Culturali e del Turismo hanno stipulato un accordo per la valorizzazione e la promozione turistica del patrimonio museale militare del nostro Paese.

15 musei militari in 8 città saranno inseriti negli itinerari culturali e turistici italiani a beneficio dei cittadini e ospiti stranieri.

DIFESA SERVIZI S.p.A., la società “in house” del Ministero della Difesa, avrà la gestione del progetto di valorizzazione del patrimonio museale militare italiano.

Maggiori dettagli su questa importante iniziativa sono disponibili sul sito ufficiale del Ministero della Difesa http://www.difesa.it

Indubbiamente una buona notizia!

Musei militari

Il museo, in generale, è il luogo della memoria per eccellenza. Il museo militare, con i suoi reperti e cimeli storici, è per se stesso “storia militare” che si tramanda alle generazioni future. Sono quest’ultime, infatti, le vere destinatarie dell’opera museale militare affinché la Storia appartenga anche a chi non l’ha direttamente vissuta ma ne condivide comunque le conseguenze.

L’Italia è stata ahimé più volte scossa dalla guerra nella sua millenaria storia; per questo sono molti i musei militari (anche all’aperto, come fortezze e trincee) presenti sul proprio territorio, dalle Alpi alla Sicilia e Sardegna.

Il primo museo militare che voglio segnalare oggi ai lettori di questo Blog è il Museo storico di Palmanova (Udine).

Costituito nel 1987 nella restaurata e riconfigurata Fortezza di Palmanova, il museo si compone di un’area espositiva di circa 300 mq dove sono conservati reperti e cimeli storico – militari della città e della regione; appartengono poi al museo l’area delle fortificazioni e le due torrette di “Porta Cividale” dove sono conservate riproduzioni di armi da fuoco nonché documentazione varia sulle milizie venete.

Sono luoghi che vale sempre la pena visitare perché, ricordando la guerra e i suoi orrori e vittime, educano tutti alla pace.

In questi attuali tempi difficili, i musei militari costituiscono tanto più un monito del passato che non può esser lasciato cadere nel vuoto.